realtà virtuale

CINEMA E REALTÀ VIRTUALE

CINEMA E REALTÀ VIRTUALE:
un nuovo linguaggio
realtà virtuale

Un antico detto afferma che “la curiosità è donna” eppure, nel terzo millennio, la voglia di sapere, vedere e andare oltre non è solo prerogativa del gentil sesso. La comprensione di ciò che si ha intorno e di quello che l’uomo può percepire dalla realtà che lo circonda sta profondamente cambiando. Si parla sempre più di realtà virtuale, ovvero di una dimensione parallela in cui immergersi a 360 gradi. Lo sanno bene i più giovani che, muniti di visori VR, sperimentano videogiochi dal sapore irreale, ma presto anche i più adulti si cimenteranno alla scoperta di un nuovo mondo fatto di virtualità. Le statistiche parlano chiaro, tra qualche anno i visori VR invaderanno un altro grande settore dell’intrattenimento, quello dei film.
Parallelamente allo sviluppo dei visori VR si è avuto un forte cambiamento nel mondo delle riprese video, che si è orientato verso la creazione di filmati panoramici e super-panoramici in grado di sfruttare a pieno le potenzialità della realtà virtuale.

L’esigenza di immergersi in nuovi mondi e di calarsi in dimensioni “alternative” trovano ampio spazio nei nuovi scenari che si stanno aprendo in termini di filmografia virtuale. I film in VR, infatti, permettono di superare il limite del campo visivo, svincolando lo spettatore da limiti fisici dello schermo, in altre parole sarà possibile guardare anche oltre ciò che il regista ha stabilito che si debba vedere. Agli occhi dello spettatore si apre un nuovo scenario, un intero mondo tridimensionale che cambia e si arricchisce con l’avanzare del film.

Parlare di VR nel cinema implica la necessità di far riferimento a contenuti e tecniche di visione spesso molto diverse le une dalle altre. I film VR veri e propri sono quelli che vengono realizzati facendo riferimento alla realtà virtuale già in fase di ripresa e montaggio, si tratta di produzioni che prevedono una più difficile realizzazione rispetto ai film tradizionali sia in termine di attrezzature che in riferimento all’allestimento del “set”. È necessario, infatti, curare tutto nei minimi dettagli con un maggior coinvolgimento di attori e scenografie per ottenere specifici effetti speciali. Questa tipologia, che può essere definita come VR nativo, è ampiamente rappresentata da film come Miyubi, presentato al “Future Film Festival”, di Bologna.

Esiste poi una seconda categoria di film in realtà virtuale, quella cioè delle pellicole adattate alla VR. In altre parole si tratta di grandi classici e serie tv di successo che vengono ottimizzati per la visione su caschi VR, ma che comunque non sono film in realtà virtuale nella reale accezione del termine.

Un ulteriore esempio di realtà virtuale è quella adottata da colossi dell’intrattenimento, primo fra tutti Netflix, che riproduce una sorta di “cinema metafisico”: lo spettatore, indossando il visore VR, si ritrova seduto su un comodo divano virtuale, con di fronte un televisore pronto a trasmettere i suoi programmi preferiti.
La percezione della realtà sta cambiando e con essa anche il nostro modo di vedere le cose. Tutti hanno sentono la necessità di guardare oltre e grazie allo speciale connubio tra cinema e realtà virtuale ciò sta accadendo. Non resta altro che mettersi seduti, sulla nostra poltrona reale o virtuale che sia, e goderci lo spettacolo.

Simona Bocchino