IL NUOVO TAX CREDIT ESTERNO

IL NUOVO TAX CREDIT ESTERNO
in vigore dal 1° gennaio 2017
tax credit

Con la nuova legge sul Tax Credit in vigore dal 1° gennaio 2017, questo strumento finanziario è aperto anche a società esterne alla filiera cinematografica. Questo tipo di investitori sono chiamati esterni, cioè esterni alla industry cinematografica, e quindi non appartenenti al settore audiovisivo in generale. Vediamo come vi si può accedere.

Gli investitori esterni che apportano denaro sulla base di contratti di associazione in partecipazione finalizzati a finanziare la produzione di opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana, possono beneficiare di un credito d’imposta nella misura normale del 30% e massima del 40% dell’apporto, fino all’ammontare massimo di un milione di euro per ciascun periodo d’imposta.

L’apporto quindi massimo in denaro è di 2,5 milioni di euro.

Come chiarito dal MiBAC, il limite di investimento va inteso con riferimento a ciascun singolo investitore, a nulla rilevando la circostanza che due o più potenziali investitori facciano parte del medesimo gruppo societario.

Ai fini dell’imposta di registro, i contratti di associazione in partecipazione, sono soggetti ad imposta di registro in misura fissa.
Il comma 3 dell’art. 1 del D.M. 21 gennaio 2010 vieta la possibilità di fruire del credito d’imposta in esame a quelle imprese che hanno rapporti di natura commerciale ovvero partecipativa nei confronti della società beneficiaria dell’apporto.

Il riconoscimento del credito d’imposta agli investitori esterni è subordinato all’espletamento, da parte del produttore, di un apposito iter autorizzativo presso il MiBAC (da avviare entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo con l’investitore esterno e non dalla data di registrazione dell’accordo medesimo – silenzio assenso).

L’apporto esterno da parte di un investitore privato si configura come un’opportunità perché: permette di fruire di un credito d’imposta di entità rilevante (30% / 40%), che opera come una sorta di “ammortizzatore”, riducendo in modo considerevole i rischi di subire perdite dall’operazione, qualora il film avesse un bilancio complessivo in passivo.

La fruizione, una volta maturato il credito d’imposta, è immediata e facilmente monetizzabile con la compensazione sul modello F24 di contributi, Iva, imposte ecc.

Il credito di imposta è inoltre un ricavo non tassabile, in quanto aiuto di stato per attività culturali e gli eventuali utili successivi al recupero del 100% dell’apporto sono soggetti a tassazione agevolata del 5% come gli utili da partecipazione;

La formula obbligatoria della Associazione in partecipazione consente all’impresa di ricevere forme di recupero di quote dell’apporto, nonché tutti i vantaggi connessi alle operazioni di comunicazione del Film (dal product placement ad eventi dedicati), oltre ad una quota degli utili netti del film per un certo periodo di tempo.

Tali eventualità, tutte da negoziare caso per caso, unitamente alla riduzione del capitale di rischio al 70/60% dell’investimento, consentono di effettuare operazioni “Win Win” in cui entrambi le parti ottengono un risultato positivo.

Alfonso Perugini